Notule

 

 

(A cura di LORENZO L. BORGIA & ROBERTO COLONNA)

 

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 21 febbraio 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: BREVI INFORMAZIONI]

 

Scoperte due chinasi che regolano l’interesse per l’oggetto e l’interazione sociale. Rosalba Olga Proce e colleghi hanno scoperto l’azione sinaptica di due chinasi gemelle, MNK1 e MNK2, che sembrano agire come switch comportamentale fra due atteggiamenti: MNK1 orienta al riconoscimento dell’oggetto e alla memoria, MNK2 regola la curiosità sociale e l’interazione. Si comprende il rilievo di questa scoperta per i disturbi dello spettro dell’autismo (ASD) e per tutti i disturbi in cui, al contrario, è diminuito l’interesse per l’oggetto e accresciuta la propensione all’interazione superficiale, come nell’ADHD.

MNK1 orienta all’oggetto e alla sua memoria: i topi mancanti di MNK1 presentavano perdita di interesse per nuovi oggetti e perdita di memoria, con eccesso di proteine ribosomiali alle sinapsi.

MNK2 regola la curiosità sociale e l’interazione: i topi mancanti di MNK2 risultavano normali nella memoria, ma presentavano un eccessivo interesse per l’interazione e il contatto sociale, con riduzione di proteine di segnalazione alle sinapsi.

Entrambe le chinasi regolano in sede sinaptica la traduzione dell’mRNA in proteine, un importante processo di plasticità sinaptica che adatta all’esperienza. Si spera che si possano sviluppare farmaci in grado di agire su MNK1 o MNK2 per trattare ASD, ADHD e dolore cronico. [Cfr. Molecular Psychiatry – AOP doi: 10.1038/s41380-026-03483-w, 2026].

 

Malattia di Alzheimer: un singolo test ematico dice quando appariranno i sintomi. Prevedere non solo se persone cognitivamente integre svilupperanno la malattia di Alzheimer, ma soprattutto quando appariranno le prime manifestazioni cliniche, da oggi sarà possibile con un test ematico longitudinale di %p-tau217, ossia di stima del rapporto tra tau non fosforilata e tau fosforilata in posizione 217. Kellen K. Petersen e colleghi sostengono l’utilità di una immediata introduzione di questo test nella pratica clinica, anche perché il margine di errore sembra essere minimo. [Cfr. Nature Medicine – AOP doi: 10.1038/s41591-026-04206-y, February 19, 2026].

 

Sclerosi Multipla: come parthanatos contribuisce alla patogenesi del danno. Abbiamo ancora una conoscenza incompleta delle vie molecolari implicate nella morte immuno-mediata dei neuroni nella sclerosi multipla, e si ritiene che una conoscenza dettagliata di tali vie possa consentire una prevenzione primaria, oggi ancora impossibile. Jackson W. Mace e colleghi coordinati da Peter A. Calabresi hanno accertato che parthanatos, un programma di morte cellulare indotto da danno del DNA, mediato da PARP1 e indipendente dalle caspasi, contribuisce alla morte dei neuroni nei modelli murini di EAE (encefalomielite autoimmune). Bloccando il passo finale della cascata di parthanatos, si riduceva la perdita di neuroni e la gravità della malattia modello della sclerosi multipla. [Cfr. Nature Neuroscience AOP – doi: 10.1038/s41593-026-02201-7, February 17, 2026].

 

Disturbi dello spettro dell’autismo (ASD): effetti positivi della musicoterapia emersi da una meta-analisi. I disturbi pervasivi dello sviluppo cerebrale, che si presentano con deficit di interazione sociale e di abilità comunicative, comportamenti stereotipati, condotte ripetitive, restrizione degli interessi e ritardo dello sviluppo cognitivo, sono spesso trattati con musicoterapia, ma l’effettiva utilità di questo trattamento, al di là di un temporaneo miglioramento dell’umore, non è stata ancora provata. Li Wu e colleghi hanno condotto una meta-analisi su 18 studi, seguendo le linee guida PRISMA e valutando l’effetto dell’esperienza musicale sistematica e protratta sul punteggio complessivo della ABC (Autism Behavior Checklist).

La meta-analisi dimostra un lieve e complessivo miglioramento dei sintomi comportamentali che si può attribuire alla musicoterapia, ma saranno necessari altri studi per verificare la reale efficacia del trattamento con la musica in tutti i casi di ASD. [Cfr. Frontiers in Psychiatry – AOP doi: 10.3389/fpsyt.2025.1722874, 2026].

 

Matematici dilettanti hanno prodotto risultati al livello dei professionisti grazie all’AI. Alex Wilkins ha discusso un fatto di rilevante attualità scientifica in questi giorni: usando strumenti di intelligenza artificiale (AI), fra cui comuni AI chatbots, dei dilettanti di matematica hanno affrontato problemi posti dal celebre matematico ungherese Paul Erdős – noto anche al grande pubblico per i suoi innumerevoli record – ottenendo risultati paragonabili a quelli di brillanti professionisti della ricerca matematica. Secondo alcuni ricercatori, non solo la loro prestazione matematica ha superato una soglia mai varcata in precedenza, ma potrebbe cambiare il modo in cui si insegna l’approccio a problemi matematici. [Fonte: Alex Wilkins, New Scientist 16J., 2026].

 

I serpenti non hanno l’ormone della fame, ma come fanno a digiunare anche per mesi? Trentadue specie di serpenti e altri rettili mancano del gene per la grelina, conosciuta come “ormone della fame”, e ora si sa che mancano anche del gene per l’enzima che attiva la grelina (MBOAT4). Ma un nuovo studio ha dimostrato che la loro capacità di digiunare non è associata alla mancanza di questo ormone, di cui è provvisto il coccodrillo: questo rettile acquatico ha entrambi i geni, eppure può sopravvivere senza mangiare oltre un anno. D’altra parte, sono noti gli studi sui topi mancanti di grelina, che non presentano differenze coi topi normali nell’appetito e nell’assunzione di cibo.

Rui Resende Pinto e colleghi, esaminando il genoma di 112 specie, hanno dedotto un rapporto del sistema di segnalazione della grelina con alcune modificazioni critiche del metabolismo energetico, come l’adattamento a bassissimi consumi energetici nello stato di riposo: venendo a mancare la necessità di accrescere subito le calorie con gli alimenti, come è necessario ai mammiferi, si sarebbero persi per selezione i geni per grelina e MBOAT4.

Un fatto ormai è certo: la possibilità di digiunare tanto a lungo dei rettili non è in rapporto con la grelina, ma è frutto di complessi adattamenti metabolici evolutisi in milioni di anni. [Cfr. Pinto R. R. et al., Open Biology 16 (2): 250162, 2026].

 

Specificità sessuale di risposta del nucleo arcuato a differenti stati nutrizionali. L’analisi di 42 tipi neuronici del nucleo arcuato ha rivelato che le cellule Agrp erano le più sensibili ai cambiamenti di stato nutrizionale, i neuroni dopaminergici presentavano le più marcate differenze sessuali, mentre i neuroni KNDy rispondevano al massimo grado sia al sesso che alla nutrizione. I neuroni Pomc mostravano invece una sensibilità moderata solo allo stato nutrizionale. La maggior parte delle cellule gliali presentava un regime di risposta abbastanza stabile. I dati dettagliati sono riportati in uno studio di Jonathan C. Bean e colleghi. [Cfr. Nature Communications AOP – doi: 10.1038/s41467-026-69239-w, February 19, 2026].

 

L’assunzione cronica di alcool altera corteccia prefrontale mediale e nucleo accumbens. Joel G. Hashimoto, Marina Guizzetti e colleghi hanno identificato in alterazioni degli astrociti della corteccia prefrontale mediale e del nucleo accumbens nuovi elementi del danno da assunzione cronica di etanolo. Il maggiore costituente della matrice extracellulare del cervello è costituito da proteoglicani del condroitinsolfato, prodotti primariamente dagli astrociti e poi legati covalentemente alle catene di condroitinsolfato-glicosaminoglicani. Alterazioni nel pattern di solfatazione di queste molecole sembrano essere le principali responsabili delle nuove alterazioni evidenziate. [Cfr. Neuropharmacology – AOP doi: 10.1016/j.neuropharm.2026.110885, Feb. 17, 2026].

 

Puma e strage di pinguini in Patagonia: le ragioni dell’uccisione di 7.000 pinguini in 4 anni. Il ritorno dei puma in Patagonia sta producendo un crudele fenomeno di predazione di grandi dimensioni: sulle ragioni e sulle caratteristiche di questa strage di pinguini hanno fatto luce dei ricercatori dell’Università di Oxford. Per il puma, il pinguino è un fortissimo evocatore di aggressione predatoria, che innesca la fight reaction indipendentemente dallo stato di bisogno energetico del felino, che non uccide per fame i membri di questa specie aviaria sui generis. In massima parte, i 7.000 pinguini di Magellano uccisi negli ultimi quattro anni sono stati trovati e fotografati pressoché sempre con ferite mortali, ma per il resto integri, perché non sono stati mangiati dai puma, che si saziano con altre prede. Un altro aspetto molto importante, sottolineato dai ricercatori, è che questi pinguini erano ormai da generazioni adattati a un ambiente virtualmente privo di loro predatori, tanto da aver perso, almeno in parte, le risorse difensive specie-specifiche da un predatore così pericoloso. [Cfr. Journal for Nature Conservation AOP – doi: 10.1016/j.jnc.2025.127208, 2026].

 

La verifica dell’apporto della rete dendritica nanotubulare dovrebbe diventare routine nella ricerca sui circuiti. Il gruppo strutturale di neurobiologia della Società Nazionale di Neuroscienze ha sviluppato una discussione sul valore e sulle implicazioni della scoperta da parte di Minhyeok Chang e colleghi di nanotubi dendritici che collegano fra loro neuroni piramidali della corteccia visiva primaria, costituendo delle strutture dinamiche capaci di permettere il passaggio di ioni calcio e peptidi βA e formare una vera rete nanotubulare fra dendriti di neuroni adiacenti. Dopo la comunicazione della scoperta in una notula (Note e Notizie 25-10-25 Notule) abbiamo presentato lo studio in una recensione (Note e Notizie 01-11-25 La scoperta della rete nanotubulare dendritica), in cui si diceva che dati recenti avevano dimostrato l’esistenza di rotte non canoniche di comunicazione interneuronica lungo le quali si aveva il passaggio di Ca2+ ed altri ioni, peptidi β-amiloidi e interi organuli citoplasmatici come i mitocondri. Si ricordava, poi, che in altri sistemi biologici il trasporto intercellulare a lungo raggio è mediato da ponti di membrane ultrasottili noti come nanotubi e che tali strutture possono trasportare una vasta gamma di materiali, dagli ioni più piccoli (10-10 m) ai più grandi mitocondri (10-6 m).

Da queste premesse è venuta la scoperta, grazie alla microscopia elettronica a super-risoluzione, di questo sistema dinamico inter-dendritico che aggiunge una variabile imprevista a tutti i ragionamenti basati su una fisiologia dei circuiti corticali dovuta esclusivamente all’azione delle sinapsi eccitatorie e inibitorie, con l’integrazione dei processi mediati dalla glia e della gliotrasmissione stessa. La discussione ha evidenziato che questo mezzo di comunicazione non-sinaptica tra neuroni potrebbe fornirci nuovi elementi per la comprensione della neurofisiologia dei circuiti e, quindi, che andrebbe verificata la sua presenza e la sua attività virtualmente in ogni sistema neuronico simile a quelli che hanno portato alla scoperta dei nanotubi dendritici. [BM&L-Italia, febbraio 2026].

 

Mancato uso e impiego culturale dell’intelligenza sociale: dalla guerra al ferragosto il primo d’agosto. Sicuramente un importante ambito di applicazione delle risorse dell’intelligenza sociale è dato dalla comprensione delle ragioni dell’altro; e, dunque, il rapporto improntato alla rigidità del “partito preso” costituisce una tipica condizione di mancato esercizio di questa facoltà che, nelle relazioni fra i rappresentati dei popoli, ha la più grave ed estrema conseguenza nella guerra.

Storicamente, il nostro Paese ha fornito una gamma estesa di esempi di posizioni pregiudizialmente rigide e irriducibilmente chiuse, spesso divenute proverbiali: basti solo pensare ai secoli di conflitti tra Guelfi e Ghibellini. La frammentazione della nostra penisola in tanti staterelli è stata presentata da alcuni storici stranieri del passato come il caso di massima evidenza in cui la coincidenza tra interessi materiali e identità politica rendeva i cittadini di ciascuno stato sordi e ciechi alle ragioni e alle evidenze dei loro confinanti. Ma se questo, secondo la generalizzazione della prevalenza caratteristica del pensiero storico si può considerare vero, non si può tacere di un interessante fenomeno culturale di segno contrario verificatosi all’indomani dell’Unità d’Italia.

Infatti, a cominciare dal 1861, gli Italiani si trovarono di fronte a una stimolante realtà, rappresentata dall’essere il paese al mondo con la maggiore concentrazione di tradizioni popolari diverse, proprie di ogni regione, di ogni città e, per alcune di esse, di ogni borgo o contrada. E allora si cominciò a studiare i vicini, a cercare di capire le ragioni delle loro tradizioni e, spesso, a importare nella propria realtà territoriale quelle più apprezzate. Quando una cerimonia o una festa tradizionale risaliva a tempi lontani, e in particolare all’epoca romana, era già patrimonio comune; al massimo, una ricorrenza pagana diventava cristiana, come nel caso della festa del sole del 25 dicembre, che diventa il Santo Natale. Ma anche questa “regola” aveva delle eccezioni.

Molti Italiani del nord e del sud, nel neoistituito Regno d’Italia, scoprirono con sorpresa che a Firenze si festeggiava il Ferragosto il primo giorno del mese e non il 15 come nel resto d’Italia, senza riuscire sulle prime a darsi una spiegazione del motivo di questa apparente anticipazione di due settimane.

Era noto che lo stesso nome “ferragosto” derivava, secondo il racconto leggendario confortato dai Fasti Antiates[1], dall’istituzione da parte di Ottaviano Cesare Augusto di un riposo come tregua per il gran caldo dopo la mietitura di luglio: Feriae Augusti[2]; ma la sua ricorrenza in tutta la penisola era stabilita in coincidenza della celebrazione cristiana dell’Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria, fissata il 15 agosto dalla Chiesa di Roma.

Interpellati sul punto, i Fiorentini più colti citavano il letterato accademico della crusca Michelangelo Buonarroti il Giovane, pronipote dell’autore della Pietà e degli affreschi della Sistina, che all’Università di Pisa aveva conosciuto Galileo Galilei ed era stato compagno di stanza di Maffeo Barberini, poi divenuto Papa Urbano VIII. Michelangelo il Giovane, in una sua Cicalata inserita nelle prose fiorentine, azzarda una fantasiosa etimologia della parola “ferragosto”: non sarebbe derivata da “ferie d’Augusto”, ma dalla parola ferrare, intesa come “rinforzare col ferro”, e scrive: “Come i maniscalchi rendono più gagliardi i cavalli e altri quadrupedi applicando ai loro zoccoli il ferro, così al primo d’agosto le persone si rinforzavano opportunamente col buon vitto e col buon riposo per sostenere le fatiche e la fiacca che produce il caldo dell’estate”[3]. Ma il pronipote dell’autore del Mosé non si accontenta di giustificare la ricorrenza il primo di agosto per rinforzarsi con cibo e riposo dall’inizio del mese più caldo, e tesse una vera e propria trama: “…fabbricò la leggenda favolosa di questa festa, la fece risalire nientemeno che ai tempi di «Carlo Magno Re di Francia e imperador di Roma» e con un tessuto fantastico da novelliere la ricollegò al Calendimaggio ed alla Befana”[4].

Il vero motivo era che il primo di agosto a Firenze si festeggiava la vittoria riportata da Cosimo I sull’esercito dei fuoriusciti a Montemurlo e, visto che lo stesso Augusto intendeva far datare le sue ferie dall’inizio del mese secondo manoscritti antichi, il governo della città aveva stabilito il Ferragosto il primo, pur onorando la Chiesa fiorentina l’Assunzione di Maria il giorno 15 col massimo riguardo devozionale.

Dall’inizio dell’Unità, gli Italiani di ciascun territorio hanno preso a studiare le tradizioni di tutti gli altri, ottenendo una conoscenza reciproca sempre maggiore, come testimoniato dal diffondersi in tutta la penisola di specialità gastronomiche, della preparazione di dolci locali per particolari ricorrenze e di caratteristici manufatti artigianali. Ma, se è vero che questa conoscenza e condivisione di tradizioni ha contribuito a far assurgere elementi di caratterizzazione locale a segni di identità nazionale, è pur vero che le indagini di psicologia sociale finora non hanno dimostrato che tale esperienza collettiva abbia modificato negli Italiani le proporzioni delle comuni bias psicologiche, rendendoci un popolo capace di maggiore attenzione e considerazione per le ragioni dell’altro, magari con una propensione sincera all’uso dell’intelligenza sociale per conoscere e comprendere. [BM&L-Italia, febbraio 2026].

 

Notule

BM&L-21 febbraio 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

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[1] Un calendario romano murale affrescato, risalente alla fine dell’età repubblicana. I Fasti Antiates sono custoditi nel Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano.

[2] Il nome del mese di agosto era Sextilis (da sestus) e, solo dopo la riforma giuliana del calendario nell’8 a.C., diventa Augustus in onore di Augusto.

[3] Foresto Niccolai, Bricciche Fiorentine, Vol. I, prima parte, p. 98, Tipografia Coppini, Firenze 1997.

[4] Foresto Niccolai, Bricciche Fiorentine, Vol. I, prima parte, idem. Calendimaggio e la Befana sono due tra le tradizioni fiorentine identitarie più caratteristiche della cultura locale.